Battaglia di Vittorio Veneto

Battle of Vittorio Veneto.jpg

Battaglia di Vittorio Veneto – Wikipedia

La battaglia di Vittorio Veneto fu combattuta tra il 24 ottobre ed il 3 novembre 1918, tra Vittorio Veneto e le Alpi Giulie, sul fronte italiano della prima guerra mondiale, tra Italia e Austria-Ungheria.

Seguì di pochi mesi la grande offensiva della battaglia del Solstizio che si infranse contro la linea del Piave e da cui l’esercito austriaco uscì quasi distrutto. Viene celebrata in Italia come una grande battaglia e una delle più grandi vittorie dell’esercito italiano durante la guerra, ma di fatto fu una battaglia minore in quanto l’esercito avversario era prossimo al collasso e si arrese rapidamente alle truppe italiane in avanzata. L’evento segna la fine della guerra sul fronte italiano.

Secondo la storiografia ufficiale la battaglia riuscì a unire gli sforzi e i sentimenti patriottici di tutti gli italiani, potendo così essere considerata come l’ultimo atto del Risorgimento. Secondo altri studiosi invece, l’allontanamento di Cadorna, le mutate condizioni di vita in trincea, l’abolizione delle fucilazioni per futili motivi ricrearono nel soldato italiano quella voglia di combattere persa con il comandante precedente.
È stato infatti sottolineato come un fattore rilevante nella vittoria finale sia stato l’abbassamento del morale delle etnicamente composite truppe austro-ungariche, che sul finire della guerra non sentivano più la guerra come una difesa del suolo patrio, essendo venuti a conoscenza dei moti secessionisti nelle varie provincie dell’impero. Come successe per l’esercito italiano, anche quello austro-ungarico dovette subire condizioni di vita tremende in trincea: turni massacranti, uniti ad un sempre più scarso approvvigionamento di viveri, minarono il morale, facendo sì, proprio nella battaglia finale, che interi reparti si consegnassero al nemico, o smettessero di combattere in una sorta di sciopero della guerra, mentre le avanguardie italiane iniziavano la riconquista dei territori persi durante la disfatta di Caporetto. Va detto che già nell’estate del 1918 gli austriaci sul Piave ricevevano due etti di pane al dì e 2 etti di carne la settimana. Gli stessi, alle foci del fiume, nella zona di Cavazuccherina (ora Jesolo), morivano di malaria. Anche la qualità dell’armamento era venuta meno e spesso le granate non scoppiavano a causa dell’impoverimento delle polveri da sparo usate.
By saperebysomnians

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