Herbert Hoover

Herbert Hoover

Herbert Hoover – Wikipedia

Nato in Ohio da una famiglia della solida borghesia, studiò da ingegnere presso l’Università di Stanford. Fu in Cina insieme alla moglie, dove lavorò per una società privata e si trovò coinvolto nel 1900, anche attraverso attività di soccorso, nella rivolta dei Boxer.
Quando nel 1928 Calvin Coolidge (vice presidente di Harding subentrato alla morte di quest’ultimo alla presidenza) declinò una seconda candidatura, i repubblicani ripiegarono su Herbert Hoover, già Segretario del Commercio.

Entrato in carica nel 1929, dovette affrontare già da quell’autunno la crisi economica seguita al crollo della Borsa di Wall Street. Nei fatti liberista ortodosso, in realtà le sue personali convinzioni economiche lo portavano a credere che fosse compito del Governo intervenire in campo economico, attraverso la mediazione tra i vari interessi dell’industria. La sua strategia per contrastare il declino del paese, però, si accompagnava ad un invito all’ottimismo e a rassicurazioni sulla possibilità della risoluzione della recessione. I proclami di Hoover andavano nella direzione di convincere gli americani che la crisi sarebbe stata rapidamente riassorbita, anche se tali inviti alla calma apparivano all’opinione generale velleitari. I tentativi di Hoover si rivelarono inefficaci a risollevare gli Stati Uniti dalla crisi, e per questo divenne (e lo rimase lungo tutto il suo mandato) nettamente impopolare, anche per il suo rifiuto a concedere sussidi federali ai disoccupati.
Ricandidato alle elezioni presidenziali del 1932 per la sfiducia del Partito repubblicano in una qualche possibilità di vittoria, affrontò una delle campagne elettorali più frustranti della storia delle competizioni elettorali americane. Racconta uno storico americano che Hoover, recatosi a Detroit per una manifestazione elettorale, verso la fine della campagna, avesse compreso il senso ineluttabile della sconfitta: “Nella città dell’automobile per chilometri la macchina presidenziale sfilò tra due ali di gente cupa e silenziosa; quando Hoover si alzò a parlare, la sua faccia era terrea, le mani gli tremavano. Verso la fine della campagna era ormai una figura patetica, un uomo stanco, avvilito, fischiato dalla folla come nessun presidente era mai stato“. Dalle elezioni risultò vincitore il candidato democratico Franklin Delano Roosvelt.
Nel trentennio successivo alla fine del suo mandato, appoggerà i candidati democratici tra cui John Fitzgerald Kennedy.

By saperebysomnians

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